Sentenza 69/2009

La tardiva annotazione del fondo patrimoniale non giustifica sempre il risarcimento del danno.

Così ha deciso il Tribunale di Rieti (sentenza n. 69/2009).
E ciò nonostante fosse pacifico ed incontestato che il Comune avesse disatteso l'obbligo della tempestiva annotazione sull'atto di matrimonio dell'avvenuta costituzione del fondo patrimoniale e che tale circostanza, ai sensi del 4° comma dell'art. 162 c.c., avesse determinato l'inopponibilità ai terzi ed, in particolare alla Banca aveva provveduto ad iscrivere ipoteca sull'immobile oggetto del fondo patrimoniale.
Il Tribunale, accogliendo la tesi della difesa del Comune, ha osservato la negligenza dell’amministrazione comunale non ha fatto venir meno il debito degli attori verso la banca.
Il fatto che gli attori, a causa dell'iscrizione del vincolo ipotecario gli stessi, siano sono stati costretti ad adempiere per non perdere la propria casa prefigura “un interesse di mero fatto, come tale non meritevole di alcuna tutela, poiché la negligenza del Comune li ha «costretti» a porre in essere un comportamento comunque dovuto, il che evidentemente non può essere considerato un danno ingiusto ai sensi dell'att. 2043 c.c.”

Avv. Mario Rosati

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